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Quante volte pensiamo ai cani come “dispettosi”, “monelli”, “testardi” e chi più ne ha, più ne metta?
Come quella volta in cui siamo usciti di casa e Fido è saltato sul tavolo della cucina e si è mangiato tutta la torta… o quando ci siamo assentati un attimo e abbiamo trovato il bidone della spazzatura rovesciato ed il contenuto sparpagliato per mezza casa… o ancora, quando si è mangiato il paio di scarpe più costoso… per non parlare di quando fa la pipì in casa!
Insomma, sembra che il passatempo preferito dei nostri cani sia farci diventare matti!
Eppure guardando un po’ più a fondo la situazione, potremo accorgerci facilmente che questi “monelli” non si muovono in funzione nostra, nè, tantomeno, per farci dispetto, ma che sono esseri complessi, con un’emozionalità e un’emotività, con dei bisogni, dei desideri e dei piaceri, esattamente come noi… e proprio come noi, ogni cane è un mondo a sè stante.
Allora può capitare che il cane che rimane da solo trovi la torta sul tavolo e non si lasci scappare la possibilità di banchettare in libertà (d’altra parte chiunque può certamente dire di conoscere persone che davanti a una torta non sanno dire di no).
Può succedere che abbia fame e cerchi del cibo (è nella natura di chiunque solo che a noi da fastidio che ci sparpagli la spazzatura in giro per casa… ma ci darebbe fastidio anche se ci svuotasse la dispensa senza fare nemmeno una piccola briciola!)
Magari è da solo in casa e si annoia, o addirittura vive un momento di stress, o ancora, ha semplicemente voglia di giocare e non avendo una chiara percezione di cosa sia fatto per giocare e cosa no, addenti le nostre scarpe preferite (magari scegliendo proprio quelle perchè se noi le amiamo così tanto probabilmente sono qualcosa di molto desiderabile)
Per finire, parlando di pipì in casa ci affacciamo su un mondo di possibilità: dai problemi fisici, a possibile stress, a un numero o una durata insufficiente delle uscite oppure semplicemente il cane non sa che preferiamo si sporchi fuori, o ancora ha imparato a nascondersi da noi perchè qualcuno ci ha detto che per sgridare un cane bisogna coglierlo sul fatto, e dal momento in cui l’abbiamo “beccato” e lo abbiamo sgridato, non si fida più a farsi vedere fare pipì (con il risultato che quando è fuori insieme a noi si sente inibito, mentre quando arriva a casa aspetta che non lo guardiamo per liberarsi… finalmente!).
I cani nelle nostre case hanno una libertà d’azione molto limitata, se paragonata anche solo ai cani randagi: mangiano quando decidiamo noi, escono quando decidiamo noi, spesso fanno un tragitto che non scelgono ma che è obbligato perchè ne approfittiamo per andare a prendere il pane, il giornale ecc..
A volte questi comportamenti che per noi sono “scomodi” sono sintomi di un disagio, altre volte semplicemente con quel comportamento esprimono la propria individualità, sono sè stessi e si abbandonano a un momento di piacere e divertimento.
Note sull’autrice:
Mara Begnini è un’educatrice cinofila riconosciuta a livello nazionale ed è fondatrice di In Branco.
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