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Nanà

LA VITA DI NANA’ – UN CANE CHE, MALGRADO IL SUO HANDICAP, GRAZIE ALLA SUA PADRONCINA OGGI CORRE FELICE PER I PRATI 

La storia di Nanà

La storia di Nanà è quella di una cagnolina del sud Italia che, a causa di un incidente ha perso l’uso delle gambe e come spesso accade in questi casi la soppressione è per molti l’unica soluzione.

Affidata però alle cure di una tenace veterinaria (che poi è diventata la sua padroncina), con l’affetto e l’aiuto sia economico che psicologico di tante persone e grazie anche alla fisioterapia, questa cagnolina si è letteralmente “rimessa in piedi”.

Ecco la storia, a lieto fine, di Nanà, raccontata da Manuela, la sua eroina e padroncina.

Come sei venuta a conoscenza della situazione di Nanà?

Tramite il gruppo di volontari di Carini (Sicilia) con cui ero già in contatto in quanto, in seguito alla morte della mia precedente cagnolina, avevo visto su Facebook la foto di un cane tutto nero che aveva dei problemi agli arti posteriori. Ho deciso allora di adottarlo, restando così in contatto con una volontaria incaricata di cercagli casa.

Un giorno Eliza (questo il nome della volontaria) mi ha inviato le foto di un’altra cagnolina di nome Nanà, per chiedermi una consulenza essendo io un veterinario.

Era una cagnolina accalappiata per strada e ospitata presso una struttura eccellente per gli animali della Sicilia, il “Canile Sanitario di Carini”. Nanà rischiava di essere soppressa in quanto non stava in piedi ma si trascinava per terra, tanto che era piena di piaghe e non autosufficiente.

Nanà era stata inizialmente operata ma poi si era scoperto che aveva delle lesioni neurologiche dovute forse al trauma dell’incidente che l’aveva vista coinvolta prima di essere accalappiata. Nanà anche in canile faceva qualche tentativo per cercare di stare in piedi ma purtroppo le funzionavano a malapena due gambe. 

Nanà viveva al sud mentre tu, al nord. Cosa potevi fare per lei?

Mi sono offerta di ospitarla temporaneamente a casa. Non potevo adottarla, in quanto avevo già due cani di cui uno con handicap, ma in quel momento bisognava agire.

Mi sono detta: “qualcosa faremo”. Nel frattempo mia sorella, che viveva in Spagna, si era offerta di adottarla.

Una volta che la cagnolina è arrivata da me ho preso contatti con alcuni fisioterapisti e ho cominciato la fisioterapia che consisteva anche in una serie di esercizi che poi dovevamo ripetere a casa.

Ho cominciato a medicarla con dei bendaggi poi l’ho portata in una clinica di Padova dove hanno riconosciuto e curato con successi i suoi problemi dal punto di vista infettivo.

Nel frattempo tu come vivevi questa esperienza?

Una cosa che mi sta molto a cuore sottolineare di questa storia è stata la grandissima solidarietà delle persone che mi sono state accanto. È stato commovente; tantissime persone mi hanno aiutata, persone che nemmeno mi conoscevano, ognuna mi ha aiutato per quello che poteva.

È stata una impresa corale e mi ha dimostrato che se vogliamo, siamo in grado di aiutarci e sostenerci anche con poco. L’aiuto di queste persone mi ha dato una grandissima carica, entusiasmo, una grande forza e un sostegno.

Quando decidi di farti carico di un cane con handicap (qualsiasi esso sia), affronti un percorso alla cieca dove c’è una remota possibilità che il cane recuperi completamente.

Malgrado io partissi avvantaggiata, essendo una veterinaria, all’inizio non lo nascondo ero disorientata, disarmata. Grazie a questa “ solidarietà” fatta di tante belle persone, che non mi hanno mai fatta sentire sola e grazie al gruppo di volontari di Carini, questo percorso è sempre stato in discesa. 

Mentre Nanà come lo ha vissuto quel periodo?

All’inizio era anche lei disorientata ma dopo solo una settimana si è attaccata tantissimo a me, ha capito che ero al centro di tutto.

Lei non camminava e io mi occupavo di ogni cosa. Non potevo fare un metro che avevo lei attaccata alla mia gamba. Quando abbiamo cominciato a fare le prime lezioni di fisioterapia ha subito cominciato a migliorare. Devo ringraziare la Dottoressa Dorini di Udine che è stata fin da subito molto propositiva e questo è contato molto per me.

Abbiamo fatto agopuntura, le abbiamo somministrato le vitamine, fatto l’elettro stimolazione… tanto che oggi Nanà  cammina su tre zampe, fa le scale e corre!

È stato necessario un tutore?

Si e ci ha aiutato moltissimo. Oggi ci sono giovani tecnici che fanno delle riprese e stampe in 3D che realizzano perfettamente la zampa per il tuo cane. Non mi sono sentita sola grazie anche a loro: sono stata affiancata da fantastici fisioterapisti e da ottime apparecchiature di supporto.

Nanà oggi non è un cane che necessita di essere preso in braccio; il tutore lo mettiamo sulla gamba posteriore sinistra, che è quella che trascina.

Lo mettiamo solo quando usciamo per andare in campagna, dove passeggiamo anche un’ora e mezza. Mi sono accorta che con il tutore è molto più sicura di sé. La zampa anteriore sinistra è l’unica che può utilizzare. Vederla correre felice mi ripaga di tutto. La loro vita è breve, non possiamo allungargliela, ma possiamo renderli felici. 

Carrello deambulatore si, o no?

Non abbiamo optato per il carrellino perché per lei non era la soluzione adatta. Consiglio comunque sempre di noleggiare un carrellino in caso di problemi alle zampe posteriori; va prima provato per vedere come si trova il vostro cagnolino. Noleggiarlo, prima di acquistarlo, ti consente di capire se la cagnolina si trova o meno. Nanà non era idonea, lei doveva muovere le gambe e in più gestire il carrellino. Si bloccava e per lei non era adatto.

State sempre facendo fisioterapia?

Si! Quella non si abbandona mai. Recentemente l’abbiamo messa nella vasca di una piscina per fare fisioterapia;non era molto felice perché io dovevo stare a bordo vasca causa Covid.

In generale almeno una volta al mese dovrà vedere la fisioterapista.

Ad oggi si muove articolando in maniera molto anomala e bisogna vedere nel futuro come si sviluppa e che problemi potrà darle l’unico arto sul quale lei poggia tutto.

Questo arto ha un usura doppia ed è sofferente perché porta il peso di tutto il suo corpo. Nanà oggi prende farmaci contro il dolore articolare e neurologico. Dovrà prenderli per sempre. 

Quindi il viaggio di Nanà verso la Spagna si è interrotto a casa tua. Corretto?

Si! È rimasta con me perché con il lockdown mia sorella dalla Spagna non poteva raggiungerci.

Io ho solo assecondato il “destino”! Mi offrirei altre mille volte di aiutare Nanà, nessun pentimento.

Oggi io e lei siamo legatissime.

Lei è molto serena, se ha un attimo di difficoltà si ingegna fisicamente e psicologicamente per trovare il modo di risolverlo.

Se, ad esempio, sua sorella non condivide con lei il pane, Nanà aspetta quieta e se il caso vuole che suonino alla porta, l’altra molla tutto e corre abbaiando all’ingresso mentre lei non fa una piega, le ruba subito il pane e poi va ad abbaiare con il pane in bocca. 

È un percorso difficile quello che state affrontando?

Diciamo che è un percorso che si può condurre cercando figure professionali valide. È certamente un percorso costoso, ma percorribile.

Tengo a sottolineare che c’è un mondo, quello del volontariato, che può offrire supporto con raccolta fondi e in altri modi. Un mondo che a me ha aiutato moltissimo sotto l’aspetto psicologico oltre che sotto quello economico. 

La piccola dove dorme?

Nanà a casa salta ovunque, divani compresi, grazie anche a un tappeto che ho messo in soggiorno. Tutte le ragazze (le mie cagnoline) e io dormiamo assieme in camera. Avendo una casa su due piani, con una scala a chiocciola, per salire al primo piano devo prendere sempre in braccio Nanà per evitare che possa scivolare. Questo comporta che se io salgo, anche solo per prendere una cosa, lei piange perché vuole seguirmi. Questo, se vogliamo, è l’unico aspetto impegnativo della nostra vita. Nei bisogni è autonoma ed è molto collaborativa anche nei medicamenti.

Secondo te Nanà ti è riconoscente?

Non la chiamerei riconoscenza, non mi piace. Lei ascolta quello che le dico perché si fida di me ciecamente. È come se volesse assecondare il mio desiderio, che poi è quello che fanno generalmente tutti i cani! Averla incontrata mi ha dato moltissimo e mi ha portata a ricentrarmi su ciò che conta davvero. Ho capito quello che conta e che non sono sola.

Una curiosità. Sei una veterinaria. Oggi come oggi è cambiato il tuo approccio verso un cliente che ti porta in studio, per chiederti dei consigli, un animale con degli handicap?

Il mio approccio oggi è differentissimo! Una volta avrei mandato il cliente da un mio collega e basta mentre oggi l’entusiasmo con il quale gli potrei parlare è assolutamente differente.

È molto importante quello che trasmetti al cliente. Il percorso accanto a un animale con un handicap merita di essere vissuto, umanamente e affettivamente. È cambiata la mia vita grazie a Nanà.

Tutti ragioniamo su cosa è davvero importante nella vita. Ho fatto molti chilometri in auto per portarla a Udine ma non mi è mai pesato perché per me tutto aveva un senso.

Se non c’è fatica, se non pesa quell’azione vuol dire che si è trovato il famoso “senso” della vita. Oggi a questo tipo di cliente posso solo dire: “una scelta migliore di questa non poteva farla!”

Ha imparato qualcosa da questa adozione?

Certamente. Nanà, come tutti gli animali, non si preoccupa per l’handicap ma pensa a come risolvere il problema. Noi vediamo prima il problema e poi la soluzione. Loro, gli animali, ragionano nel senso opposto. Non si demoralizzano facilmente; Nanà ha grinta e coraggio da vendere.

Quello che per noi persone è un handicap fisico, per loro non lo è. L’animale lavora con la testa.

Se questa testa è stimolata, se è un cane che si muove, esce, va in campagna, nuota… può solo essere un cane felice. Per questo tipo di animale è fondamentale fare esperienze nuove! 

C’è un desiderio che vuoi condividere con Nanà?

Sicuramente, appena potremo, vorrei fare con lei un bel bagno in piscina e poi mi piacerebbe intraprendere un percorso di agility. Noi padroni di cani con handicap siamo “l’elite” perché abbiamo accanto dei cani unici, diversi da tutti gli altri e che possiamo anche personalizzare, se necessario, con dei fantastici tutori!

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