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animale smarrito

Scappa il nostro adorato animale – Chiediamo ad un famoso “catturatore” cosa fare e soprattutto cosa non fare con un animale smarrito

INTERVISTA A GIANLUCA BALDON, PET DETECTIVE SPECIALIZZATO NELLA RICERCA E CATTURA DEGLI ANIMALI DISPERSI 

Può capitare a chiunque, senza che questo faccia di noi un cattivo padrone, di farsi scappare un pappagallo, una tartaruga o ancora un gatto o un cane. In questo caso, oltre a mantenere calma e sangue freddo, ci sono delle regole da seguire e, volendo, anche persone specializzate da interpellare per farsi aiutare nella ricerca di un animale smarrito. Per comprendere meglio abbiamo intervistato Gianluca Baldon, pet detective reperibile 24 ore su 24.

Cosa l’ha portata a svolgere questa singolare professione?

Senza dubbio, mi ha spinto una innata passione per gli animali. Ho cominciato nel 1994 come volontario per l’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali e dopo un anno sono stato assunto a tempo pieno. Mi sono occupato, per quindici anni, di recupero animali e di altre mansioni come consulenze telefoniche, colloqui con il cittadini

Nel 2008, quando mi sono separato dall’Enpa, avevo accumulato tanta esperienza e così ho deciso di lavorare autonomamente come professionista. Ho aperto la mia società “AutoBau” con la quale mi occupo non solo di ricerca e cattura degli animali ma anche di trasporto e soccorso per gli animali accompagnati o no dai proprietari.

Ad esempio, nel caso in cui una persona abbia un gatto particolarmente aggressivo che non riesce a portare dal veterinario, io mi rendo disponibile per andare a casa occuparmi del trasporto particolare.

Molti gatti ad esempio terrorizzati dal famoso trasportino. Per questo motivo bisogna insegnare alle persone, per ovviare al problema, di utilizzarlo non solo per il trasporto del felino ma anche per farlo mangiare quando è a casa, inserendo al suo interno le ciotole. Di molto aiuto anche nel caso di soggetti come cani particolarmente aggressivi o irrequieti.

Passione per gli animali, grande sensibilità, nervi saldi durante la ricerca e poi? 

Esperienza, che ti fai sul campo e che ti permette spesso di prevedere per tempo i suoi spostamenti e di pensare come un cane e come un gatto. Spesso mi affido al metodo Stanislavskij che si basa sull’approfondimento psicologico dell’animale smarrito e del suo proprietario. 

Quando parliamo di “recupero di un animale smarrito” intendiamo prevalentemente di ricerca di cani, gatti ma anche di altri animali?

Si, assolutamente. Vengo contattato anche per ritrovare animali di piccola taglia come serpenti, uccelli, scoiattoli, furetti, tartarughe, pappagallini. Non solo padroni che hanno perso il loro amato animale ma vengo interpellato anche per recuperare animali per associazioni animaliste, animali abbandonati e in situazioni di pericolo, feriti, intrappolati.

Il suo primo recupero?

È stato un gatto, ma è stato tanto tempo fa che non ricordo nel dettaglio. Ho fatto tantissimi recuperi in tutti questi anni e spesso molto bizzarri. Ad esempio, una volta ho dovuto prendere una tartaruga azzannatrice, abbandonata nel laghetto del parco di Porta Venezia a Milano.

Poi c’è stato uno scoiattolo, abituato a vivere solo in casa, che era riuscito a scappare. Alla fine l’ho trovato nel cortile del ristorante di Cracco… ha capito che si mangiava bene e si era fermato lì!

C’è stato anche il serpente, che è scappato e che si è trovato a casa del vicino di casa dal quale era arrivato passando dal balcone. Il vicino sospettava qualcosa e infatti aveva ragione!

Accade di dover anche recuperare delle tartarughe di terra, che seppur lente possono scappare anche loro magari, da una rete del giardino. Non percorrerà mai troppi chilometri ma certamente ma c’è remota possibilità che venga, magari trovata e adottata da qualcuno che non immagina che il padroncino la sta cercando.

Per sua esperienza, quali sono gli scenari in cui un animale scappa?

Un animale smarrito può scappare per tantissimi motivi. Per disattenzione del proprietario, per noncuranza, approssimazione, distrazione, supponenza, incuria… A volte scappano cani che vivono con la famiglia da 5/6 anni; sempre liberi poi un bel giorno il cane inizia a correre e non torna più.

Può anche capitare che il padrone inciampi e che il cane a quel punto scappi con guinzaglio al seguito. Nei gatti c’è l’allontanamento ma spesso per “amore” e poi si ritrovano abbastanza velocemente o fanno da soli ritorno a casa.

Perché i cani non tornano dai propri padroni?

In generale tutti gli animali, quando possono, tornano indietro. Il cane scappa ma poi dopo un giorno, massimo due, torna quasi sempre nel punto dove è avvenuto il fatto.

Paradossalmente è più facile trovare un cane che è scappato in campagna piuttosto che che in città.

Un cane che scappa in città può spostarsi davvero molto, da zona a zona, e molto velocemente. In città un animale è sempre stimolato dalla paura a causa delle persone, del rumore delle macchine,… e quindi sollecitato a muoversi ancora di più a causa dello spavento continuo che l’ambiente gli provoca.

Facciamo un esempio. Il mio cane scappa e decido di contattarla. Che strategia userà? Da dove si parte?

Tutto sta nelle caratteristiche del cane che è scappato.

Per prima cosa c’è un colloquio conoscitivo con i padroni per capire meglio l’animale smarrito che si vuole recuperare. In questo modo si instaura anche un rapporto di fiducia con la famiglia che è fondamentale.

Si cerca di capire le sue abitudini e quelle della famiglia, il suo carattere,.

Si fa un sopralluogo della casa o del luogo dove è stato smarrito e poi si condivide, perché sicuramente anche in questo caso il passaparola aiuta, e molto. Strumenti per me fondamentali sono la Gabbia trappola e il laccio. 

Gabbia trappola. Che cos’è e come funziona?

È una specie di “trasportino”, più grande e più lungo di quello che siamo abituati a conoscere dotato di una pedana.

Vado a mettere la pappa oltre questa pedana, che schiacciata dall’animale smarrito (cane o gatto in questo caso) che si avvicina alla pappa, si chiuderà. Ovviamente, ci sono anche animali particolarmente intelligenti che riescono a prendere il cibo senza far scattare la pedana. Ma fortunatamente sono pochi!

L’utilizzo dei droni è consigliabile? 

Io ho un drone e tendenzialmente lo propongo ma non sono un fautore e mi scoccia utilizzarlo a prescindere, mi sembra di rubare soldi.

Va bene per analizzare il terreno dove l’animale smarrito è scappato o dove si pensa essere sfuggito. L’utilizzo del drone dipende da dove scappa il cane, com’è il posto.

Se il cane è in un bosco, è difficile rintracciarlo con un drone, se non impossibile da identificare. 

Come fa un cane a sopravvivere fuori casa senza mangiare?

Noi siamo abituati a far mangiare i nostri quattrozampe due volte al giorno ma non è “questione di vita e di morte”. Un cane di 4 kg, se trova una colonia di gatti, vi troverà anche dei croccantini di cui cibarsi.

Questo gli consente di sopravvivere. Una volta ho trovato un cane dopo dodici giorni, che era rimasto incastrato in un condotto del naviglio. È riuscito a sopravvivere solo bevendo. Era pelle e ossa ma è sopravvissuto. 

In linea generale i ritrovamenti che gestisce avvengono di più di giorno o di notte?

Dipende. In città sono più frequenti i ritrovamenti di mattina presto ma avvengono senz’altro anche di notte.

In campagna invece è più facile trovare animali dispersi, di notte in quanto attratti dalla strada, dove c’è la luce magari dei lampioni e delle auto.

Ovviamente, dipende se è un cane randagio, più abituato quindi a muoversi ovunque o se è un cane che ha sempre vissuto in casa e che sarà per questo motivo più spaventato.

Animale smarrito: Cosa dobbiamo fare se perdiamo/scappa il nostro cane?

Prima cosa, è necessario “informare”. Quindi avvisare le forze dell’ordine, perché non basta usare i social.

Se l’animale smarrito viene perso a ridosso di una tangenziale e dell’autostrada, a quel punto bisogna allertare la polizia stradale in quanto è una situazione di pericolo.

Suggerisco di rimanere sul posto, da dove il cane si è allontanato, anche per tutte le 24 ore successive, dandosi magari il cambio con un altro membro della famiglia, che il cane conosce.

Parlo anche della notte, ovviamente. È facile infatti che il cane torni nell’ultimo luogo dove ci ha visto. Se siamo vicino a casa è facile che ci torni.

Nel frattempo è bene mandare qualcuno nei posti che si frequentano solitamente con il nostro quattrozampe. Questo, se non ci si è spostati troppo da casa.

Possiamo non aver perso il nostro animale ma averne trovato uno. Cosa dobbiamo fare in questo caso?

Se qualcuno dovesse trovare un cane per prima cosa deve portarlo da un veterinario per controllare microchip. Se non dovesse averlo oppure il proprietario non è rintracciabile oppure se il chip fosse di un altra regione bisogna avvertire sempre la polizia locale. 

Se il cane scappa con annessa pettorina/collare e guinzaglio, può essere pericoloso?

È rarissimo che, a causa del guinzaglio/pettorina il soggetto rimanga incastrato da qualche parte. Di solito succede che, dopo il primo momento di panico, la pettorina riesce essere sfilata perché rotta dai morsi. 

È mai capitato di recuperare un animale e pensare “io questo animale non lo consegno di nuovo alla famiglia”?

Raramente, ma sì. Alla fine però, quando parli con la famiglia, capisci che c’è quasi sempre buona fede e che le fughe possono avvenire per tantissimi motivi. Sicuramente, riscontro spesso superficialità quando vedo persone anziane che hanno adottato un cucciolo o un cane particolarmente euforico e scattante. Ecco, in questo caso è “scritto” quanto potrà accadere da lì a breve…

È successo anche che, delle famiglie che l’hanno chiamata per trovare il proprio animale, una volta ritrovato, non lo volessero più? 

Si. Si rendono conto che quel cane è ingestibile per loro. È impossibile rimanere indifferenti davanti alla ricerca di un cane. Alla fine della vicenda tutte le persone sono molto provate. Capita che alcune famiglie siano scottate da questa “fuga”. Ma in percentuale accade raramente.

Periodo dell’anno nel quale lavora di più nella ricerca di un animale smarrito? 

Tutto! Certo sono più frequenti le chiamate magari dopo Capodanno, a causa dei botti e in primavera quando spesso, soprattutto i gatti in amore, prendono in largo.

Una volta recuperato l’animale smarrito, suggerisce sempre un percorso di addestramento? 

Certamente! Bisogna affidarsi a un comportamentalista o a un educatore, anche per evitare che per entrambi la fuga possa rimanere un ricordo traumatico per l’animale smarrito. 

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